Il Sulcis

| | Sticky post

La Sardegna è divenuta famosa in tutto il mondo per il suo meraviglioso mare.

Ma in pochi sanno che spingendosi al suo interno questa terra nasconde perle di rara bellezza, paradisi per gli ambientalisti e gli amanti della natura.

Potrete godervi passeggiate tra i boschi, entrare nelle antiche miniere, visitare i siti archeologici o le grotte naturali create nel corso di migliaia di anni..

In questa sezione desideriamo farvi conoscere alcuni luoghi da non perdere per arricchire la vostra vacanza di esperienze meravigliose.

Per saperne di più, al B&B Il Vicolo vi aspettano brochure, con indirizzi e recapiti, ma soprattutto preziosi consigli e “dritte” per scegliere gli itinerari più adatti ai vostri gusti!

IL PARCO NATURALE DEL MARGANAI

Un territorio bellissimo e immenso con boschi fittissimi, cascate, cervi, sentieri di trekking magnifici, miniere e villaggi abbandonati, grotte e canyon rocciosi: Il Parco di Monte Linas-Marganai è un’importante meta di turisti e di studiosi, ed è vistabile seguendo numerosi sentieri e percorsi, molti dei quali estremamente suggestivi.

Questa foresta è un ambiente ricco di boschi di lecci che crescono su rocce antichissime, le più vecchie d’Italia con un’età di oltre 500 milioni di anni.

Proprio per questi motivi è diventato uno dei 9 parchi naturali previsti dalla Legge Regionale n. 31 del 1989 estendendosi per circa 22.220 ettari sviluppandosi nei territori di Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnosfanadiga, Iglesias, Villacidro.

Da Iglesias vi si arriva per mezzo di un percorso che dall’ingresso della città conduce alla “vecchia cantoniera Marganai”, oppure dalla SS. 126, deviando verso la frazione di San Benedetto e proseguendo poi per la località “Case Marganai”.

parco del MArganaiNumerose sono le attività all’interno del Parco: la foresteria, gestita da una cooperativa, offre escursioni organizzate, sia a piedi che a cavallo, e la preparazione di pranzi tipici sardi. Il turista può anche visitare il giardino botanico della foresta, che presenta l’immenso patrimonio floristico, composto da più specie endemiche di cui questa area è ricca. All’interno del giardino vengono infatti raccolte diverse associazioni geo-floristiche, che hanno come obiettivo quello di ricostruire l’ambiente fisico e fitosociologico dell’area. Lo scopo principale di questo giardino è quello scientifico, ma anche didattico ed educativo.

Inoltre gli amanti della natura selvaggia ed incontaminata possono trovare, nelle zone in cui domina il granito, profonde gole, come il corso del Rio d’Oridda, lungo le quali si formano delle splendide cascate; ricordiamo la Cascata del Rio Muru Mannu che con i suoi 60 m è la più alta dell’isola, la Cascata di Piscin’e Irgas e la Cascata sa Spendula.

Nell’area del calcare Cambriano abbiamo invece una ricca idrografia sotterranea che nel corso di milioni di anni ha scavato grotte, inghiottitoi, abissi ecc. Tra tutte ricordiamo l’imponente e singolare Grotta di San Giovanni nei pressi di Domusnovas che rappresenta una delle più vaste cavità sarde. Si tratta di una vera e propria grotta-galleria attraversata da una strada carrozzabile che corre parallela al Rio Sa Duchessa sotto un’alta parete calcarea dove si rinvengono numerosi resti archeologici, probabili avanzi di mura ciclopiche.

Per quanto riguarda la fauna, sicuramente il re incontrastato di queste foreste è il cinghiale. Ma sono presenti anche la volpe, il gatto selvatico, la lepre sarda, la donnola, la poiana, lo sparviero, il cervo e più raramente la martora.

Visitare questo Parco è un’esperienza assolutamente da non perdere per scoprire il cuore nascosto della Sardegna!Le

MINIERE E IL PARCO GEOMINERARIO DELLA SARDEGNA

Nel 1998 l’UNESCO ha dichiarato ufficialmente patrimonio dell’umanità ciò che ora viene denominato Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, ossia l’insieme delle aree che nel corso dei millenni hanno ospitato le attività minerarie nell’isola.

Questo Parco è l’unico al mondo nel suo genere, sia per la vastità che per la varietà ed importanza dei siti che lo compongono.

Di tutta la Sardegna il Sulcis-Iglesiente ne ospita bel il 65% dell’intero patrimonio.

In particolare l’area dell’Iglesiente è particolarmente ricca di miniere e di aspetti legati alla loro millenaria attività. Ciò è dovuto alla particolare composizione della terra, abbondante di giacimenti di piombo, zinco, rame, argento, stagno, ferro, barite, argilla bentonitica e soprattutto carbone.

Le miniere più importanti si trovano nel cosiddetto “anello metallifero dell’Iglesiente” dove si trovano molto probabilmente le prime terre emerse d’Europa,oltre 500 milioni di anni di età, come testimoniano le mineralizzazioni incassate nelle formazioni carbonatiche.

Altre miniere importanti sono dislocate nei territori dei comuni di Domusnovas, Fluminimaggiore, Buggerru e Gonnesa.

Sono tantissimi gli itinerari da seguire, noi ci limitiamo ad indicarne le principali che riguardano la nostra zona.

Miniera di Monteponi nei primi dell’Ottocento

La miniera di Monteponi si trova nella periferia di Iglesias, e veniva utilizzata per estrarre il piombo, lo zinco e l’ argento. E’ stata una delle miniere più importanti di tutta la Sardegna. Le sue gallerie raggiungono i 200 m circa di profondità e sono visitabili attraverso la Galleria Villamarina.

La storia di questa miniera è molto antica, infatti già nel periodo di dominazione pisana (1300 circa) furono effettuati i primi scavi alla ricerca di minerali preziosi.

Oltre alle gallerie consiliamo di visitare l’elegante palazzo Bellavista, simbolo del sito minerario. Cosi denominata per la felice posizione panoramica, fu costruita nel 1865 ed era l’abitazione del direttore della miniera. Oggi ospita la locale sede universitaria di “Scienza dei materiali”.

Subito fuori Iglesias, nella sua frazione chiamata Bindua, troviamo un’altro affascinante sito, la miniera di San Giovanni che ospita al suo interno la splendida grotta di Santa Barbara, piccolo gioiello minerario che attira ogni anno tantissimi visitatori.
gallerie aperte ai visitatori

gallerie aperte ai visitatori

San Giovanni è un vero e proprio villaggio minerario che sorge sull’altopiano di San Giorgio, ed è costituito da tanti edifici risalenti a svariati periodi, dalla laveria Indina alle strutture dei silos in cemento armato, dalle antiche abitazioni dei dirigenti e degli operai alla rigogliosa pineta domestica che circonda il complesso.

Vi si estraeva il piombo e lo zinco e le sue gallerie raggiungono dagli 80 ai 130 metri di profondità.Anche questa miniera è conosciuta fin dall’epoca pisana offrendo cavità interne per la coltivazione dei minerali.

Nel villaggio tutt’ora vivono pochissime famiglie, anche se l’attività estrattiva è totalmente cessata intorno alla fine degli anni ’80.

Proseguendo verso il mare consigliamo di fermarsi a Nebida, ex piccolo villaggio minerario, per fare una passeggiata nel suo belvedere dove è possibile ammirare, oltre il paesaggio mozzafiato sull’intero Golfo del Leone, anche i ruderi dell’antica laveria Lamarmora, un’impianto costruito sulla scogliera a picco sul mare, dove venivano trattati i minerali estratti dalle miniere.

Porto Flavia ieri ed oggi

Da Nebida arriviamo a Masua, frazione di Iglesias, dove è possibile visitare Porto Flavia, magnifico esempio di ingegneria mineraria e testimonianza delle grandi capacità realizzative dei minatori nel mantenere i costi di estrazione competitivi. Infatti i minerali estratti dai depositi sotterranei venivano caricati direttamente sulle navi tramite un ingegnoso braccio mobile che li prelevava dal nastro trasportatore posto alla base di due gallerie sovrapposte. Questa tecnica consentì di risparmiare notevolmente sui tempi di carico del materiale.

Porto Flavia è situata tra la costa ed il famoso faraglione di Pan di Zucchero, da cui dista poche centinaia di metri ed il quale è possibile ammirare da un punto di vista di eccezionale bellezza visitando le gallerie insieme alle guide.

Tantissime altre sono le miniere da esplorare nel meraviglioso Sulcis, tutte con la loro storia, bellezza e fascino: Campo Pisano e Monteponi sempre ad Iglesias, Malacalzetta immersa nei boschi del monte Marganai, Malfidano a Buggerru, Arenas vicino a Domusnovas, Serbariu a Carbonia.

Ricordiamo inoltre che l’ultima miniera di carbone ancora attiva in tutta Italia si trova nel nostro territorio, precisamente a Nuraxi Figus (frazione di Gonnesa), ed è gestita dalla Carbosulcis. Qui prosegue l’attività di estrazione della lignite con l’impiego di mezzi e tecnologie tra le più moderne al mondo. L’accesso è consentito previa autorizzazione.

Vi consigliamo pertanto di non perdervi queste rare e preziose testimonianze di archeologia industriale.

LE GROTTE DEL SULCIS

Nel Sulcis Iglesiente la natura ci offre spettacoli sia in superficie che nel sottosuolo, con le sue spettacolari grotte scavate dall’incessante azione dell’acqua nel corso di migliaia di anni.

Tra le più belle e famose citiamo la grotta di Santa Barbara ad Iglesias, le Grotte di Su Mannau a Fluminimaggiore, e le Grotte de Is Zuddas a Santadi.

La Grotta di Santa Barbara, prottetrice dei minatori, si trova all’interno della miniera di San Giovanni, alle porte di Iglesias.

Viene considerata un piccolo gioiello per la sua straordinaria bellezza. Fu scoperta casualmente dai minatori durante degli scavi nel lontano 1952 ed è considerata una delle grotte più antiche d’Europa.

Il fatto che vi si possa accedere solo attraverso la miniera e che quindi non avesse comunicazioni dirette con l’esterno ne ha consentito la conservazione in maniera quasi perfetta.

cristalli di barite nella grotta Santa Barbara

Potrete ammirare colonne di stalattiti alte anche più di 20 metri, stalagmiti e splendide eccentriche di aragonite.

Ma la sua particolarità sono le pareti, completamente ricoperte di cristalli tabulari di barite color bruno scuro, simili a tante ali di farfalle, formatesi in una storia di circa 500 milioni di anni. La grotta è formata da un grande salone ovoidale con delle diramazioni sia verso il basso che verso l’alto; nella parte inferiore si trova un piccolo lago sotterraneo.

Andando verso Fluminimaggiore, arriviamo alle Grotte di Su Mannau fra le più antiche al mondo e molto particolari per l’ampio sistema di caverne che le compongono.

Possiamo dividere le grotte in due grandi rami entrambi di grande interesse sia speleologico che archeologico.

Il ramo destro è un’ ampio complesso carsico originatosi nei calcari cambrici. E’ articolato su diversi livelli, quelli alti sono oggi fossili, quelli bassi sono invece attivi e principalmente occupati dai fiumi.

Generato dal fiume Rapido, questo ramo è costituito da numerosi e variegati condotti e sale, tra i più spettacolari della grotta. Il fiume è percorribile per oltre 5 km dove di affacciano imponenti sale; la prima ha una grande importanta storica in quanto le antichissime popolazioni sarde si recavano alla grotta di Su Mannau per praticare i culti dell’acqua, testimoniati dal rinvenimento di diversi frammenti di lucerne votive ad olio.

Uno scorcio delle bellissime Grotte di Su Mannau

Adiacente il Lago Pensile raggiungiamo la sala del Sonno, adorna di grandi colonne. Il Salone Ribaldone è la sala più più alta e larga, con oltre 150 mt d’altezza e 100 mt di lunghezza. Nella sala Bianca potrete ammirare le aragoniti e le grandi colonne stalagmitiche della quale è ricca. Lo stesso vale per La Sala Vergine, con la differenza del colore bianchissimo per la presenza del fiume sottostante. Raggiunto il salone del Sifone i condotti sono difficilmente visibili perchè spesso semi sommersi.

Dopo qualche chilometro troviamo la Sala Bizzarra, ricca di aragoniti coralloidi e stupende cannule. Ancora più in alto il Salone degli Abeti, con le sue grandi stalagmiti e i stupendi cristalli di calcite. Da qui la cavità si riduce a lunghissime strettoie semi sommerse, proprio per questo soprannominate come Cunicolo della Fatica, Cunicolo dei Disperati e Cunicolo degli Zombie.

Passiamo ora al ramo sinistro, anch’esso originato da un fiume tranquillo, il Placido. Anche qui troviamo numerose sale, imponenti e adorne da potenti colate calcitiche. Tra queste ricordiamo il Salone Rodriguez, l’ultimo visitabile dai turisti, e la sala Serra. Quest’ultima è collegata al Ramo dell’Infinito. A monte del fiume si trovano sifoni che possono essere temporaneamente superati durante particolari momenti siccitosi in cui vengono svuotati dall’acqua. Questi sono Il Ramo Giuseppe Sardu, con un lago di oltre 20 mt, e i Rami superiori con perle di grotta e meravigliosi cristalli.

Nei dintorni di Santadi si possono visitare le bellissime Grotte Is Zuddas. La cavità si sviluppa sotto il Monte Meana, costituito da rocce dolomitiche risalenti a circa 530 milioni di anni.

La grotta è ancora in attività e consta di diverse sale che su un percorso di 500 metri si differenziano per la particolarità delle concrezioni.

Questa grande varietà offre ai nostri occhi stalattiti, stalagmiti, colonne, cannule ma soprattutto le rare aragoniti aghiformi.
Le aragoniti aghiformi delle Grotte di Is Zuddas

Queste si presentano sotto due forme distinte: le aragoniti aciculari e le spettacolari aragoniti eccentriche. Le prime appaiono come grossi ciuffi di cristalli simili ad aghi, chiamate dagli speleologi “fiori di grotta”; le seconde invece sono formazioni filiformi che sviluppandosi in ogni direzione senza essere influenzate dalla gravità assumono spesso delle forme bizzarre. La loro elevatissima concentrazione in un’unica sala rende le grotte Is Zuddas uniche al mondo.

Nella parte iniziale della cavità si possono inoltre osservare i resti scheletrici del Prolagus sardus, un lagomorfe dalle dimensioni di una lepre, presente solamente in Sardegna e in Corsica ed estintosi circa 400 anni fa.

Una curiosità: all’interno delle grotte, precisamente nella sala dell’Organo, ogni anno a Natale viene allestito un grande Presepe. In questa atmosfera alcuni giorni dopo il Natale viene celebrata una messa.

Migliaia sono stati gli anni per l’evolversi di questi scenari unici al mondo: visitare questi luoghi è davvero un’occasione da non perdere.

Posted in: Senza categoria

Comments are closed.